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Home ABOUT ME RECENSIONI STORIES SURREALI EMOZIONI Quando le emozioni sono parole che nascono da un folle, ma senza falle, sobborgo cerebrale. Feeds: Articoli Commenti HAPPY MAN febbraio 9, 2010 di Stefano A. Oggi è il mio 47° compleanno, e credo che nulla sia più degno di apparire qui, in questo giorno di festa, se non le riflessioni seguite a quanto accaduto l’altra sera. Mentre stavo bevendo qualcosa al bar in compagnia di una cara persona, si parlava del senso della pace, della serenità e della felicità. Lei mi chiedeva quale fosse il bilancio di una vita superiore agli ‘anta’, delle aspettative passate, delle delusioni, dei dolori, delle gioie, in relazione a ciò che sono effettivamente diventato oggi, in relazione a ciò che significa vivere a 47 anni ad una velocità stratosferica. Quella sera, di fronte a questa ragazza, mi sono sentito di confidarle di essere un uomo in pace con se stesso. E non vedo il motivo per non esserlo. Senza peccare di presunzione, ho avuto una vita meravigliosa, bellissima, attraversata da donne che reputo straordinarie, credo di essere stato insieme alle sei – sette ragazze tra le più belle che abbia mai incontrato, di aver vissuto con un paio di loro storie incredibili, di avere una figlia unica, di avere una donna, oggi, altrettanto meravigliosa, di poter parlare con tutti, in ogni momento. Happy man’s eyes Poi lo sguardo si rivolge al futuro, alla presunta paura di ciò che sarà, della vecchiaia, della morte. La morte, sarà che mi sono molto legato alla filosofia orientale, ma non ho nessuna paura della morte, assolutamente. Cosa che di solito, alla mia età, comincia ad arrivare. Invece no. Non me ne frega un cazzo se i miei dischi o le mie storie, le mie canzoni e le mie poesie non mi hanno arricchito, se non sono diventate dei successi interplanetari. L’importante è che ci sono state, e sono state mie. E poi c’è la gente che ho conosciuto, con cui ho parlato e parlo, con cui ho detto, raccontato, vissuto. E’ tutto molto bello, bellissimo. Sono un uomo felice, tutto qui. Pubblicato in Riflessioni | 4 Commenti » IL PRODUTTORE febbraio 8, 2010 di Stefano A. Il produttore discografico non è quella persona che scrive i pezzi, almeno non lo è necessariamente. Il produttore è invece colui che guida un artista dall’inizio alla fine di un progetto, inteso dalla stesura dei primi demo alla promozione finale, ai video, concerti e via dicendo, mantenendo alta l’eccitazione e la passione durante il lavoro, in fase esecuzione e registrazione. Il lavoro di un produttore non è quello di snaturare i pezzi che l’artista ha creato prima di incontrarlo, ma di portare l’essenza di ogni pezzo al massimo splendore. Ma perchè in giro deve esistere tanta ignoranza…e mi sto riferendo agli addetti ai lavori, naturalmente… Pubblicato in Musica | 14 Commenti » L’ULTIMA LEZIONE febbraio 5, 2010 di Stefano A. Cerco sempre di scrivere post di una lunghezza media, soprattutto per evitare di annoiare chi si ferma qui e mi dedica il suo tempo, leggendomi. Stavolta vi chiedo un piccolo sacrificio, e cioè fermarvi una decina di minuti per leggere con attenzione, non tanto le mie parole, quanto quelle del filmato, sicuro che ne rimarrete colpiti positivamente. Il filmato è relativo alla lezione che Randy Pausch, professore di informatica, interazione uomo computer e design presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh ha tenuto il 18 settembre 2007 dal titolo “Realizzate i vostri sogni d’infanzia”. La cosa più toccante è che tale lezione fu l’ultima di Randy, prima di ritirarsi per motivi di salute. I medici gli avevano infatti diagnosticato un cancro del pancreas metastatizzato e, malgrado interventi e chemioterapie, gli rimaneva da vivere dai tre ai sei mesi. Un uomo che si apprestava a morire e che tiene una lezione sul senso della vita. Dal video non si nota, ma Pausch ha ricevuto, prima di parlare, una lunga standing ovation dalla platea e, quando ringraziando disse: “Fatemeli guadagnare questi applausi”, qualcuno tra la folla rispose: “L’hai già fatto”. Randy morì 10 mesi dopo quella lezione, ed in suo onore fu istituita una borsa di studio in Scienze Informatiche per sole donne, come riconoscimento per il suo impegno nell’insegnamento delle Scienze Informatiche e dell’Ingegneria rivolto alle donne. Credo che ogni ulteriore mia parola sia superflua. Ed insieme agli auguri di buon week end, vi auguro anche buona visione! Pubblicato in Riflessioni | 18 Commenti » CONFESSIONI febbraio 4, 2010 di Stefano A. Ho fatto un viaggio di tre ore in auto con una donna che ho amato alla follia, tanti anni fa. Il primo grande amore della mia vita, la donna con cui sono diventato uomo. Una donna stupenda, bellissima, oggi come allora. Inevitabilmente tornano alla mente i momenti trascorsi insieme, le considerazioni sul nostro rapporto, la nostra storia, il perché non è proseguita come avremo voluto, il perché è finita. Con il tempo è chiaro, non ha funzionato perché eravamo troppo giovani, inesperti, per la grandezza del nostro amore. E così ci siamo lasciati, anche se siamo sempre rimasti ottimi amici. Ma oggi nell’aria c’è qualcosa di diverso, qualcosa che mi fa riflettere in un modo diverso dalle altre volte. Nell’aria c’è il profumo di Jenny, la sua invisibile presenza.   Le parole escono, senza tanti sforzi. Ed ecco che Lei non era più quella che avevo conosciuto cinque anni prima. Io ero un giovane ragazzo innamorato perso, e con tutta l’ingenuità del caso, amando per la prima volta così intensamente, non accettavo l’idea che a quella età si cambiasse. E questo cambiamento era la cosa meno comprensibile a quell’età. Erano mitici quei momenti dell’iniziazione, per poter capire che sarebbero restati unici, che sarebbero state tappe di un’evoluzione. L’amore, infatti, per evitare di cadere nell’abitudine, ha bisogno di rinnovarsi. Un rinnovamento per evitare la triste rassegnazione o la schiavitù psicologica. Un rinnovamento che non significa “fare per forza cose nuove o strane”, ma piuttosto imparare ad ascoltare e vedere i mutamenti dell’altro (e di se stessi) giorno dopo giorno, nel capire ed accettare le diversità come fonte di ricchezza e confronto e non come fase di allontanamento dal proprio schema amoroso. Devo dire grazie a quel viaggio. Perché con la mente di un uomo maturo ho visto e riflettuto su cose inedite fino a pochi mesi fa. Ed è grazie a questo, grazie alle riflessioni espresse nel paragrafo sopra che ho capito quanto ami Jenny. Ho rivisto in quel grande amore di anni fa, molti punti in comune con la mia storia attuale, soprattutto la stessa intensità, lo stesso trasporto, la stessa passione. Ed è servito anche a capire quanto ami Jenny e quanto abbia solo creduto di amare altre donne. Un’ammissione di sentimenti, una sorta di confessione tra il mio cuore e la mia anima. Che meravigliosa sensazione, però! Pubblicato in Riflessioni | 18 Commenti » GRAMMY AWARDS febbraio 2, 2010 di Stefano A. Domenica 31 gennaio, sul palco dello Staples Center di Los Angeles, si è svolta la 52^ edizione dei Grammy Awards, gli oscar della musica, che quest’anno si sono colorati di forti tinte rosa. Protagoniste, infatti, con ben 10 statuette sono state due esponenti del girl power, due ragazze esplosive che si sono divise la torta, con sei premi andati a Beyonce e quattro a Taylor Swift, realizzando entrambe un record. La prima è diventata la prima donna nella storia ad aggiudicarsi un numero così elevato di statuette, mentre la bionda country pop singer è la più giovane artista ad aggiudicarsi il premio per il miglior album. Beyonce è stata la regina della serata, presentatasi con ben dieci nominations, e premiata tra l’altro nella categoria miglior singolo per “Single Ladies”, ma ha visto sfuggirle uno dei premi più ambiti, quello per il disco dell’anno, toccato ai Kings of Leon ed il loro “Use somebody”. Di Taylor Swift invece il premio come miglior album per “Fearless”. Premiati anche Lady Gaga (disco dance) e The Zac Brown Band, come nuovo artista. Grammy alla carriera invece per la leggenda del rock Neil Young. Durante la serata non sono mancati i momenti toccanti, come il commosso tributo che Celine Dion ed altri artisti hanno regalato al re del pop Michael Jackson. Ovazioni anche per Mary J. Bleige e Andrea Bocelli, nonché per il nuovo gruppo ‘We are the world’, costituitosi appositamente per la raccolta fondi umanitari pro Haiti. Una splendido primo piano di Beyonce, dominatrice della 52^ edizione dei Grammy Awards con ben 6 statuette (mai nessuna artista donna era stata capace di tanto). Una serata in perfetto stile americano che va presa ed apprezzata per ciò che gli americani intendono. E’ impensabile qualsiasi altra riflessione o analisi. Ho visto la diretta sui canali satellitari e, ad essere sincero ho trovato lo show molto d’effetto, condito con performance spettacolari, Pink in primis. Ma il mio giudizio non è legge, e con piacere ho letto un po’ ovunque critiche positive della manifestazione, a conferma delle mie impressioni. Ovunque, tranne che su Repubblica, dove un certo Angelo Aquaro, si è permesso di sparare a zero sulla base di non so cosa. Da quanto mi risulta il giornalista fa il corrispondente dagli Stati Uniti e parla degli argomenti più sparati, esprimendo pareri che una testata del livello di Repubblica non dovrebbe tollerare. ‘Aridatece Sanremo’, o ‘Trionfo del nazionalpopolare all’americana’  sono solo un paio delle sue peggiori uscite. E’ vero che ogni cronista ha una propria idea ed è giusto esprimerla. Ma partire prevenuti su uno spettacolo, e dimostrando per di più la propria ignoranza sull’argomento, è sinonimo di scarsa serietà professionale. Nel suo pezzo, che vi invito a leggere, fa persino un tuffo nel family gossip, non risparmiando dalla critica i telegiornali, né dimostrando rispetto per i già tanto martoriati figli di re Michael. ‘Aridatece Sanremo’ implora in più di un’occasione Aquero, e noi lo accontenteremo. Manca ancora poco e poi potrà gustarsi la kermesse tanto cara, dimenticando le (da lui) denigrate esibizioni di Beyonce, Lady Gaga, Taylor Swift, Neil Young, Elton John, Mary J. Bleige, e ammirando gli artisti che fanno tremare il mondo, come Fabrizio Moro, Noemi, Marco Mengoni, Pupo, Emanuele Filiberto (cazzo però)! Caro Aquero, permettimi di rispondere al tuo inno ‘Aridatece Sanremo’, con il mio ‘Aridatece Michel Pergolani, Carlo Massarini, Mauro Micheloni, Gigi Marziali, Linus, Kay Rush, Paola Maugeri, Isa B, Giorgia Surina, Rosaria Renna, Flavia Cercato, Betty Senatore, Miriam Fecchi, Simonetta Zauli’…tutti giornalisti musicali che si sono costruiti una credibilità nell’ambiente grazie alla proproa onestà professionale. Ma, forse il nostro caro Angelo, non sa neanche di cosa parlo, troppo impegnato ad inventarsi notizie negli States, prima di sprofondarsi al Teatro Ariston. Pubblicato in Musica | 22 Commenti » ADOLESCENTI, OGGI febbraio 1, 2010 di Stefano A. Amo il mondo degli adolescenti. No, non sono un pedofilo e non intendo niente di libidinoso o di carnale. Semplicemente sono affascinato di capire il perché di certi movimenti, di certe mode, di certe tendenze. E’ sempre stato così, sin da quando, in radio, conducevo una trasmissione a sfondo sociale, in cui si parlava dei problemi dei ragazzi, soprattutto in età adolescenziale. Ed ecco che venivo a sapere cosa c’era dietro il fanatismo chiamato Duran o Spandau, i motivi di incomunicabilità con i loro genitori, il perché della necessità di certe libertà. Incomunicabilità, ecco, questa è forse la caratteristica più comune tra i giovani di venti anni fa e quelli di oggi. Viene da chiedersi chi siano gli adolescenti, questi animali strani di giungle più o meno metropolitane, e come si siano evoluti negli anni. Negli anni 70 andavano per strada ad urlare idee e frasi imparate a memoria, l’Italia era attraversata da un freddo e pesante vento di piombo. I morti sulle strade, i sampietrini lanciati contro i rappresentanti sindacali all’università La Sapienza di Roma. Gli opposti estremismi, la voglia di cambiamento, il dovere morale per certi insegnanti di far capire che i valori erano altri, e che la vita è il bene più prezioso. Gli anni 80 sono stati quelli dei ragazzi votati al disimpegno, una bolla speculativa sull’illusione infranta, le ultime bombe che esplodevano ed infine il crollo del sogno. I blocchi si andavano sfaldando, la guerra fredda si stava riscaldando; il muro di Berlino cadrà nel 1989, in piazza Tienanmen sarà un ragazzo, uno studente, a fermare un carro armato dell’esercito della Cina comunista. L’Italia degli anni 90 è quella che si apre con un grande senso d’impotenza, di smarrimento. Ci saranno poi Mani Pulite, la politica che perde di credibilità, i giudici che giudicano, il tintinnare di manette, sbarre e galere patrie per molti. Un gruppo di adolescenti all’uscita della scuola, in un’immagine tratta dal web. L’aver sempre mantenuto un certo contatto con il mondo della comunicazione, mi ha permesso di essere rimasto in contatto con ragazzi che magari chiedevano spiegazione non tanto dell’uso della perifrastica passiva, piuttosto del perché il Paese stesse andando più o meno a rotoli. Rispondevo con frasi di cultura, di letture, che lì per lì magari non erano mai una risposta ma che alla lunga avrebbero poi dato i loro frutti. I ragazzi non li freghi, sanno quando li prendi in giro. Ed è lì che li perdi, che ti smontano nella credibilità. Il dialogo non deve essere quello che c’è tra amici, ma quello che c’è tra persone serie, intelligenti. Chi vuol capire chiede a chi si immagina possa avere la risposta. Ecco perché davanti allo scatafascio totale l’unico contravveleno è il sognare. Non una fuga dalla realtà, mera alienazione dall’oggi e dal contingente per riparare in mondi fantastici e paralleli, bensì la capacità di immaginare l’oggi con occhi diversi. La forza di guardare avanti. Pubblicato in Riflessioni | 24 Commenti » WORLD YACHT CRUISER gennaio 29, 2010 di Stefano A. Sono passati dieci anni da quando Alex visitò per l’ultima volta New York, una delle città che più l’affascinavano. Seduto sul divano riguardava le foto scattate in quell’occasione. C’erano ancora le Twin Towers, ed una lacrima di commozione fece capolino dai suoi occhi. E’ da tanto che avrebbe voluto tornarci, più che altro per vedere com’era cambiata la grande mela dopo quel drammatico 11 settembre. Non c’era mai stata l’occasione, sia perché non gli andava di tornarci solo, sia per le difficoltà organizzative di una uscita di almeno una settimana.   Occasione che però si materializza quando ormai sembrava che tutto rimanesse utopia, e che porta il nome di Jenny. Che bello avere la possibilità di unire una permanenza di lavoro a qualche giorno di vacanza nella grande mela con la persona amata, e per di più nel periodo pre natalizio, in un momento in cui New York raggiunge il massimo fascino, per gli addobbi e per l’atmosfera che si respira. Una decina di giorni, da trascorrere insieme, una decina di giorni solo per loro. E tra questi, la prospettiva di una serata indimenticabile. Una serata a sorpresa per Alex, organizzata da Jenny. “Fidati di me” sono le uniche sue parole, in aggiunta a “unica tua preoccupazione sarà quella di indossare una giacca”. Il ponte di Brooklyn a New York, in una istantanea colta dalla World Yacht Cruiser. E’ metà pomeriggio quando, all’ora fatidica, scendono dalla loro stanza d’albergo, non chiedono il taxi alla reception, visto che non devono fare molta strada. Pochi passi tra le vie di New York, piene di vetrine in stile natalizio e luci trasversali, prima di raggiungere Pier 81 – West 41st Street & Hudson River, luogo dove la sorpresa verrà svelata. Un molo? Alex si incuriosisce sempre di più. Solo pochi istanti e tutto verrà chiarito. Jenny lo prende per mano e lo invita a salire a bordo di uno yacht, superando le iniziali reticenze di Alex. “Tranquillo, questa è la mia sorpresa per te”, le dice. La nave si chiama World Yacht Cruises, ed è un’imbarcazione utilizzata per delle mini crociere sul fiume Hudson, riservata soprattutto a turisti o a coppie per serate e ricorrenze speciali.   La crociera consiste in un percorso notturno attraverso la città di New York, e mentre viene consumata una elegante cena, con tanto di accompagnamento musicale da parte di un’orchestra, permette di ammirare le bellezze più rappresentative della grande mela, dall’intera isola di Manhattan alla Statua della Libertà, dall’Empire State Building al Ponte di Brooklyn, con i suggestivi colori di uno splendido tramonto. Quei colori che assumono tonalità uniche,  mescolandosi con il viso di Jenny, con il nero dei suoi occhi, quando il sole è seminascosto dal sorriso di lei, quando la carezza che Alex le lascia sul viso ha il sapore soffice di una leggera brezza. Una serata che vorrebbe non avesse mai fine, ma che invece, come tutte le cose belle, sono destinate a finire. La serata volge al termine. Una serata che Alex porterà sempre nel suo cuore, una serata di quelle speciali, vissuta accanto ad una donna ancor più speciale. Pubblicato in Rapporti umani | 26 Commenti » LA MIA FARFALLA gennaio 28, 2010 di Stefano A. Per chi non lo sapesse, Miley Cyrus è l’attrice adolescente protagonista della fortunata serie televisiva Hannah Montana. Sue sono le parole di “Butterfly fly away”, la canzone del cui testo riporto la traduzione: Mi rimbocchi le coperte, spegni la luce mi lasci sicura e sana di notte le bambine contano su cose come questa. Lavare i denti e pettinare i capelli, dovevo essere guidata dappertutto tu eri sempre lì quando mi guardavo indietro. Hai dovuto fare tutto da solo guadagnarsi da vivere, costruirsi una casa deve essere stato il più difficile possibile. E quando non riuscivo a dormire la notte le cose paurose non volevano scomparire tu mi prendevi la mano e cantavi per me. Un bruco nell’albero come ti immagini chi sarai? Non puoi andare lontano ma puoi sempre sognare ti auguri di poter fare e ti auguri che potrai farlo non preoccuparti, tieni duro ti prometto che verrà un giorno in cui la farfalla vola via la farfalla vola via hai le tue ali, ora non puoi più stare ferma prendi quei sogni e falli diventare reali. La farfalla vola via hai aspettato questo giorno a lungo e sai quello che devi fare. La farfalla, la farfalla, la farfalla la farfalla vola via. Miley ha voluto dedicare questo brano a suo padre, in un’età in cui una ragazzina, pur guardando indietro e ricordando quanta protezione e sicurezza ha sempre ricevuto da lui, sente l’inevitabile necessità di guardare avanti, verso il futuro. Sente il bisogno di iniziare a volare da sola. Oggi mia figlia compie dieci anni, e vorrei con tutto il cuore, dedicarle questa canzone, queste parole. Parole che forse servono più a me che a lei, ed a cui rispondo che ‘capisco’, che ‘il tempo passa’ e che, anche se è difficile da accettare, a breve vedrò la mia farfalla volare via. L’ho cresciuta, seguita finchè non le sono cresciute le ali, ed ora è giusto che cominci a guardare oltre il mio orizzonte, verso il suo. Le ali le ha, sa cosa deve fare. Io continuerò ad essere presente, anche se a malincuore invisibile, ad aspettare una sua chiamata per sentirmi dire che ha bisogno di un mio consiglio. Allora, con la gioia nel cuore, prenderò forma e le dirò che sono pronto ad ascoltarla. Come ieri, come oggi, come sempre. Buon compleanno amore mio, buon compleanno mia piccola, dolce farfalla. Pubblicato in Rapporti umani | 30 Commenti » ASSENTE INGIUSTIFICATA gennaio 26, 2010 di Stefano A. Ho sempre cercato di prendere spunti positivi da ogni vicenda che la vita ci propina, anche da quelle apparentemente più negative. Con questa filosofia, spesso, ho trovato una forza interiore che credevo di non avere. Ma malgrado questa pro positività, mi capita a volte, di non riuscire proprio a capire i comportamenti delle persone, le loro cattiverie, la loro ipocrisia, la loro falsità, il loro egoismo. Diciamo che conoscendo certe persone non sono stupito tanto dagli atteggiamenti, quanto dal fatto che il rispetto viene meno anche di fronte a scenario tristi. Mi spiego meglio. Ci sono dei parenti con cui c’è sempre stato un certo rapporto, ci si è visti con regolarità e, nei momenti di difficoltà, ci si è anche dati una reciproca mano, ad esempio quando si ammalò mia madre e ricevetti un aiuto verso mia figlia, allora piccolissima o quando, ai tempi della scuola, aiutai i miei cugini nelle ripetizioni di matematica e chimica. Proprio per questa serie di circostanze, tra me, mia moglie, mia figlia, mio zio e mia zia, avrebbe dovuto esistere un certo feeling. Malgrado lui, mio zio, sia di un egoismo assoluto, di una gelosia morbosa nei confronti dei successi altrui. Una persona che non fa nulla se il ritorno, in fatto di guadagno, non è sicuramente positivo. Un tipo che, oltre se stesso, ama due persone…chi gli dà e chi non gli chiede niente in cambio. Foto tratta dal web Questo inizio d’anno è stato segnato da un evento triste per me, venendo meno un familiare stretto. Una prima settimana fatta di giorni duri, visto che al dolore ed alla tensione  per una situazione che da subito si era rivelata senza speranze, si era aggiunto lo stress per spiegare a mia figlia cosa stesse succedendo e non farle perdere il contatto con il suo mondo, quello di una bambina durante le vacanze di Natale. Per questo motivo il funerale è stato l’epilogo di un periodo nero. In tutte le cose brutte ci si trova qualcosa di positivo, dicevo, e in questo ci ho trovato la grande maturità della mia piccola ed il calore e l’affetto dei parenti. Sicuramente di tutti quelli da parte di mia moglie e, con molto dispiacere, di pochi da parte mia. Superficialità, falsità, un parlar male fuori luogo per la memoria di chi se ne è andato, ma soprattutto l’assenza in chiesa di chi non avrei mai pensato mancasse. Proprio colei che ci aveva tenuto la figlia anni addietro, colei che aveva un buonissimo rapporto con mia moglie, non c’era. Inizialmente ho pensato che stesse poco bene, e alla cosa non ho dato troppo peso. Ma si sa, il mondo è piccolo e la gente mormora. Un uccellino mi ha poi riferito che lei, mia zia, non era potuta venire in quanto era a casa, e doveva preparare il pranzo per il suo bambino. Solo un particolare, il figlio ha 45 anni e vive per conto suo! Nessun problema, la vicenda mi ha solo dispiaciuto per la mancanza di rispetto verso mia moglie, visto che si trattava della morte di suo padre… Pubblicato in Rapporti umani | 22 Commenti » STRANEZZE E CURIOSITA’ gennaio 25, 2010 di Stefano A. Dopo il post tra il semiserio e l’ironico dell’altro giorno, oggi pensavo di tornare al serio. Ma una simpatica fotografia, ricevuta via mail, mi ha fatto nuovamente cazzeggiare. Ho passato tanto tempo a fissare la foto sottostante, in quanto c’era qualcosa che non mi quadrava. Guardo, riguardo e guardo ancora. Alla fine arrivo ad una conclusione, certo di aver scoperto cosa colpiva la mia attenzione, incuriosendomi. Poi scopro che non tutto è come sembra… Voglio fare un gioco e coinvolgervi nel mio rompicapo mattiniero per chiedervi se nell’immagine notate qualche particolare strano, qualche particolare curioso. In poche parole, cosa vi colpisce a botta calda? Consideratelo un giochino, a cui domani fornirò la risposta esatta, sempre che non venga prima svelata da voi. E poi, giuro, tornerò a parlare di argomenti più seri. Pubblicato in Cazzeggio | 21 Commenti » Articoli precedenti » TRASLATE READ ME IN ENGLISH Meta Collegati Voce RSS RSS dei commenti WordPress.com Blog Stats 81,299 hits mail: piratadeicaraibi@gmail.com BLOG FRIEND'S Alessandra Annalisa Fracasso Annamaria Platania Annamaria Tanzella Argeta Brozi Barbara Bracci Barbara Provenzi Concita De Gregorio Cristina C. Cristina P. Cristina V. 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