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in evidence: Home DI TUTTO UN PO’ LIBRI MUSICA LA SOCIETA' DELLO SPETTACOLO Lo spettacolo veglia sul grande sonno di questa società Feeds: Articoli Commenti ACQUISTI (DIS)INTERESSATI settembre 1, 2010 di Stefano Alessandrini Ieri, 31 agosto, alle ore 19, si è chiuso il calcio mercato. Da oggi, i tifosi di tutte le squadre si preparano a sogni e proseliti per la stagione entrante, prima di incazzarsi alla prima delusione dal campo. Da tifoso milanista, dopo anni in cui abbiamo letteralmente fatto ridere per lâacquisto di giocatori di scarsa qualità , per le cessioni di bandiere come Shevchenko e Kakà , per i rinnovi dei contratti ‘geriatici’ di ex calciatori come Kaladze, Dida, Favalli, Oddo, Gattuso e via dicendo, questâanno si respira aria di competitività . Parola che non significa necessariamente vincere qualcosa, visto che siamo ancora troppo lontani dallâInter e da molte squadre europee, ma almeno non dire addio alle competizioni già a Natale. Le avvisaglie di unâaltra stagione fallimentare câerano tutte anche questâanno. Dalla vendita del portiere Storari in cambio di un Amelia (che negli ultimi anni era passato al ruolo di riserva sia al Palermo che al Genoa) al non avere un soldo di liquidità per contattare nessuno, dal farsi acquistare Boateng dal Genoa (per poi averlo in prestito) allâunico colpo di mercato chiamato Papastatopoulos. Poi, in questi giorni, la tanto sospirata inversione di rotta iniziata con lâarrivo di Ibrahimovic, antipaticissimo, ma gran fuoriclasse, in grado di permettere il salto di qualità . Da qui, visto che lâappetito vien mangiando, lâacquisto dellâultimo minuto chiamato Robinho. Uno striscione apparso sugli spalti di San Siro non più di quattro mesi fa, e già riposto nel dimenticatoio dai tifosi milanisti. Personalmente ritengo lâoperazione Ibra un ottimo affare, ma non capisco proprio a cosa serva un giocatore come il brasiliano, che ha fallito sia al Real Madrid che al Manchester City. Una delle tante figurine che il Presidente Berlusconi ha pagato per il suo personalissimo album, da mostrare come un bambino viziato e vanitoso, nelle piacevoli serate che si concede a palazzo Grazioli, con le sue escort. Ma una squadra di calcio è fatta di equilibri tattici, e non solo di attaccanti. Per questo motivo, ritengo che sarebbe stato molto più utile un centrocampista (i campioni storici sono ormai fusi) o un difensore di livello (visto che abbiamo solo Nesta e Thiago Silva). Ma la cosa che più mi ha deluso in tutta la faccenda, è stato il comportamento dei tifosi dopo lâacquisto di Ibrahimovic che, incontrando Berlusconi allâuscita di un noto ristorante milanese, lo hanno inneggiato con cori del tipo âCâè solo un Presidente…â, dimenticando, in pochi minuti, anni di atteggiamenti menefreghisti verso il Milan. Tutto ciò dimostra la grande stupidità dei tifosi, che hanno già digerito le offese che Silvio ha riservato ai pur serissimi Ancelotti e Leonardo (“non abbiamo vinto solo per colpa di allenatori incapaci” ha dichiarato il Premier), ma soprattutto non hanno capito cosa ci sia effettivamente dietro gli affari Ibrahimovic e Robinho. Ma secondo voi, queste manovre, non hanno nulla…ma proprio nulla a che vedere con le prossime, imminenti votazioni politiche? Suvvia tifosi milanisti, svegliatevi. Credete davvero che il tutto sia stato fatto solo per amore della squadra e non per interessi personali? Se la pensate cos ammetto di avere sbagliato giudizio, visto che vi consideravo più intelligenti. E chi scrive ciò è uno di voi, che tifa Milan e tifava Milan anche dopo la sconfitta interna con la Cavese, picco minimo di un ormai lontano campionato di serie B. Pubblicato in Sport | 16 Commenti » LA VAMPIRA agosto 30, 2010 di Stefano Alessandrini Kevin e Giulia sono due amici, ed il loro rapporto può essere definito come unâamicizia professionale. Eâ nata, infatti, dopo essersi conosciuti al lavoro, ma non è cresciuta al punto di diventare particolarmente importante. Qualche saluto, qualche parola, ma nulla più. Poi, una sera che era dalle parti di lei, Kevin invitò a cena Giulia che, in nome di tale amicizia, accettò senza farsi troppe domande. La serata scorse tranquillamente, ma nel momento dei saluti a Giulia venne il sospetto che Kevin sperasse di approfondire la conoscenza. La conferma venne qualche giorno dopo, e Giulia, con decisione, gli fece capire che non era interessata a qualcosa di più di ciò che gli stava dando. I rapporti si raffreddarono e da quei gelidi giorni dâinverno non si sentirono più. Lâestate, si sa, è galeotta e dopo molti mesi si incontrano casualmente ad una festa in spiaggia. Lui è con un amico e lei con il suo compagno. Le presentazioni del caso, qualche parola di circostanza, finchè Giulia e Kevin rimangono lontani di qualche metro rispetto ai presenti, al riparo da orecchie indiscrete. Lui si tolse il classico peso dallo stomaco, chiedendole con immediatezza che cosa avesse trovato di particolarmente interessante nellâattuale compagno, al punto di preferirlo a lui. Giulia non si scompose, anche se la supponenza di Kevin le diede molto fastidio. Lo guardò in modo deciso, e con altrettanta acidità lo apostrofò con un eloquente: “Vedi caro Kevin, a differenza di molta gente che non mi ha portato a letto ma va in giro a raccontare di averlo fatto, il mio compagno mi ha scopata ma se lo è tenuto per sé”. E lo lasciò solo, ancor prima che si riprendesse da quelle parole. Il compagno di Giulia, discretamente a qualche metro di distanza, aveva sentito tutto, e sorrise compiaciuto per il comportamento della sua ragazza. Però quel Kevin…aveva la fortuna di poter godere dellâamicizia di una gran donna, e non si è saputo accontentare! E’ ormai risaputa la stupidità di noi uomini…ma le donne, quando vengono toccate nel proprio orgoglio, sanno tirare fuori la ferocia di un vampiro. O meglio…una bellissima, affascinante vampira! Pubblicato in Rapporti umani | 18 Commenti » UNA TALPA AL BIOPARCO agosto 27, 2010 di Stefano Alessandrini Malgrado sia piccola, indifesa e debole, la talpa non ha paura del leone. Ma non perché sia rimasta cieca e non è in grado di vederlo, scorgendone tutta la ferocia. Per spiegare questo apparentemente impossibile concetto, bisogna risalire alla motivazione per cui lâanimaletto divenne cieco. La talpa è rimasta cieca perché si mise a guardare il cuore. E la talpa, nel guardarsi il cuore, non si preoccupa di niente e di nessuno. Perchè il cuore è il cuore e non misura come le altre cose. Eâ per questo che la talpa non ha paura del leone. Parto da questo concetto ideologicamente folle, per parlare di un film di cinque anni fa, ma che ho rivisto in questi giorni. Il film si intitola “Una talpa al bioparco”, per la regia di Fulvio Ottaviano, ed è una piacevole storia a metà tra una apparentemente surreale vicenda, e un aperto invito alla riflessione sul mondo, sui rapporti umani, affettivi, con lo scopo di raccontare lâincapacità di comprendere un mondo sempre più lontano e complesso, dove i destini degli umani e degli animali si incrociano alla ricerca di un nuovo, utopico, mondo impossibile. I protagonisti sono due fratelli che vivono alla giornata, facendo della propria abitazione il centro di strambi incontri e paradossali conversazioni. David (Adriano Giannini) è il punto di riferimento, porta avanti la casa, affronta il futuro senza commiserarsi, ed è da poco assunto in prova come guardiano al bioparco; Libero (Luca Angeletti) è invece lâopposto: trascorre le giornate in casa facendo bizzarre ricerche antropologiche e dissacrando quella vita che in realtà ha paura di affrontare. A smuovere gli equilibri ecco Giorgia (Giorgia Surina), enigmatica quanto aggressiva ragazza conosciuta in discoteca da David. Ma chi sarà poi questa donna tanto affascinante quanto misteriosa? Nelle immagini: la locandina del film “Una talpa al bioparco” ed un bellissimo primo piano di Giorgia Surina, protagonista femminile del film. Trovo particolarmente denso di significati il ruolo di Giorgia, che rappresenta nel film lo scambio dei ruoli, cosa accade cioè quando a prendere lâiniziativa è la donna. E la protagonista, infatti, è molto più uomo che donna, pur con una linea sottile che non la fa diventare volgare, perché lei assume un ruolo tipico dell’uomo e decide lei che cosa andarsi a prendere, e quando. Una donna forte, con grinta e che prende la situazione in mano. Oggi ci sono sempre più donne che fanno queste cose e che riescono a dare comunque un’immagine femminile, nonostante abbiano un atteggiamento un po’ più mascolino. In un film carino, assieme alla coinvolgente colonna sonora curata dai Moonflowers, tra tutti, emerge la grande personalità di Giorgia Surina, particolarmente a suo agio in ruolo che le calza a pennello, soprattutto se consideriamo che “Una talpa al bioparco” è stata la prima esperienza cinematografica dellâormai ex VJ e che, per meglio entrare nella parte, ha frequentato un corso di sopravvivenza in una vera caserma, con tanto di elmetto, scarponi e fucile da dieci kg. Tanto credibile in abiti maschili, quanto sensuale ed affascinante quando si mostra in tutta la sua femminile bellezza. E questo, per lei, non è altro che l’inizio… Pubblicato in Cinema | 24 Commenti » L’ISOLA DI WIGHT agosto 25, 2010 di Stefano Alessandrini Esattamente un anno fa, su questo sito, parlai del 40° anniversario della tre giorni di pace, amore e musica che si tenne a Woodstock, la località non molto distante da New York diventata leggenda per l’evento musicale del Ferragosto 1969. Questâanno invece, più precisamente domani 26 agosto, cade il quarantesimo anniversario di una manifestazione musicale molto importante, forse la più conosciuta tra quelle tenute in Europa, che si svolse nella britannica isola di Wight. Ad essere sinceri, lâIsle of Wight Festival, si svolse la prima volta nel 1968, ed ebbe la durata un solo giorno, a cui fece seguito lâedizione del 1969, che si prolungò invece per due giorni consecutivi. Ma a passare alla storia fu la terza edizione, quella che ebbe luogo dal 26 al 30 agosto del 1970, ed alla quale partecipò un cast ‘stellare’, almeno pari a quello del concerto americano di appena un anno prima. Kris Kristofferson, Supertramp, Procol Harum, Chicago, The Who, Sly & The Family Stone, Joni Mitchell (che fece lâimpossibile per esserci, dopo essere stata sconsigliata dal suo manager di presenziare al concerto di Woodstock), Ten Years After, Emerson Lake & Palmer, Miles Davis, Joan Baez, Jethro Tull, Leonard Cohen e Donovan furono, tra gli altri, i protagonisti di quella edizione storica del Festival. Degne di particolare nota le presenze di Jimi Hendrix, al suo penultimo concerto (morì il 18 settembre a Londra), e dei Doors, alla loro ultima apparizione europea con Jim Morrison, visto che il âRe Lucertolaâ morì il 3 luglio dellâanno successivo. Un momento del magico concerto dell’isola di Wight, tenutosi dal 26 al 30 agosto 1970, apogeo della cultura hippy. Si parlò di un afflusso di circa 600 mila persone, molte delle quali entrarono senza pagare il biglietto, portando gli organizzatori alla bancarotta. Considerando che lâisola annoverava abitudinalmente meno di 100 mila abitanti, si può facilmente dedurre il caos che imperversò durante la 5 giorni musicale, anche per le deficienze organizzative ed i comportamenti anticonfromisti di quel mare di folla. Una situazione che portò il Parlamento inglese a vietare ogni forma di spettacolo sullâisola di Wight, in grado di coinvolgere più di 5000 persone. Solo nel 2002 qualcuno ha provato a replicarlo, e da allora si svolge regolarmente ogni anno, senza particolari incidenti. Ma, anche se spesso il cast è di primâordine, non è stato più raggiunto lâapice di quel magico 1970. Eâ infatti il significato di quel periodo, di quei valori, di quegli ideali che non ci sono più, a rendere fuori luogo e fuori tempo la manifestazione, relegandola ad una triste amarcord. Lâisola di Wight ha rappresentato lâapogeo della cultura hippy in Europa e lâatmosfera magica di quei giorni è impossibile da replicare. Basta ricordarsi lo slogan di quei tanto bistrattati ragazzi, quel ‘Pace, amore e musica’, che se vai a diffonderlo oggi, come minimo, vieni preso per pazzo. A quei tempi invece, bastavano queste tre parole per accomunare milioni di giovani in tutto il mondo. Quanto avremo potuto essere migliori, se solo avessimo assimilitato e fatto nostre quelle magiche tre parole. Magiche come San Francisco, magiche come Woodstock, magiche come lâisola di Wight. Pubblicato in Musica | 12 Commenti » PADRONI DEL NOSTRO DESTINO agosto 23, 2010 di Stefano Alessandrini âIl caso non esiste. Siamo noi a creare la nostra vita. Già vaglielo a dire ai bambini investiti da un pirata della strada. O alle vittime degli attentati in metropolitanaâ. Queste parole, tratte da “Nulla per caso” di Rosa Teruzzi, mi hanno portato a riflettere sul tema del destino. Ci sono persone che pensano che nulla accada per caso, altre che credono invece di essere completamente condizionate dal destino. Come spesso accade però, la verità non sta mai totalmente da una parte o dallâaltra, la nostra esistenza è quindi influenzata da una percentuale dovuta al caso ed unâaltra da ciò che ci costruiamo. Se è vero che, ad esempio, gli incidenti stradali avvengono sia per nostra disattenzione che di altri (se ci troviamo di fronte ad un veicolo impazzito che ci colpisce in pieno possiamo fare ben poco), è altresì vero, però, che guidando al limite, senza rispettare i limiti di velocità ed il codice stradale, si è molto più soggetti ad avere conseguenze drammatiche. E così su mille altre tipologie di attività . Da parte mia non sono fatalista e credo che siamo spesso artifici del nostro destino, che siamo noi a crearcelo e che, solo per egoismo, siamo portarti a nasconderci dietro un fato beffardo. Ma la citazione in testa è inequivocabile nella sua verità . A certe situazioni non câè nulla che possiamo fare per cambiare il nostro futuro. Direi quindi che il mio credo, secondo cui uno raccoglie per lo più ciò che ha seminato, non è totalmente sbagliato. Nel seminare si deve tenere però conto di tanti aspetti apparentemente superficiali ma che invece sono fondamentali per il raccolto. Il seme, la terra, lâirrigazione adeguata, la cura giornaliera sono solo alcuni di questi aspetti ‘normali’, a cui vanno poi sommati quegli aspetti ‘straordinari’ che nessuno può prevedere, tipo eventi atmosferici, uragani, siccità , invasioni di insetti. E solo questi ultimi possono venire catalogati come conseguenze del caso, per tutti gli altri, siamo noi ad essere padroni del nostro destino. Pubblicato in Riflessioni | 22 Commenti » UNO SCRIGNO PIENO DI SOGNI agosto 20, 2010 di Stefano Alessandrini A volte è davvero curioso come si può venire a conoscenza di cose in grado di suscitare il tuo interesse personale. Stavo tranquillamente parlando del più e del meno con i miei vicini di ombrellone, quando lâargomento si è spostato sul mio interesse per i libri e su quanti ne leggo. Da qui a venire a sapere che il figlio del mio vicino avesse scritto un libro, il passo è stato breve. Incuriosito dalla possibilità di leggere il lavoro di un conterraneo, ho accettato di buon grado la sua proposta di omaggiarmi della pubblicazione editoriale. âUno scrigno pieno di sogniâ, questo è il titolo del libro di cui mi appresto a parlare oggi, è stato scritto da Luca Bernardi, con lâaiuto di Vittorio Graziosi, uno scrittore abbastanza conosciuto nelle Marche. Ma prima di entrare nel merito dellâargomento del libro, raccontando trama e riflessioni personali, ritengo doveroso spendere due parole per raccontare chi è Luca Bernardi. Luca è un ragazzo nato 24 anni fà a Jesi, da molti anni malato di distrofia muscolare, e da circa 10 anni vive immobilizzato a letto, respirando grazie allâaiuto di una macchina. Ma ciò non gli impedisce di frequentare con successo l’Università di Macerata, studiando Storia e Memorie delle Culture Europee. Non vorrei però andare troppo nel dettaglio, sia per non raccontare inesattezze, visto che non sono un medico, sia per evitare che il giudizio del libro venisse condizionato dalla situazione del suo autore. Per chi fosse interssato a saperne di più sul mondo di Luca, può tranquillamente visitare il suo sito, particolarmente ricco di informazioni, notizie, link, e tutto ciò in cui il ragazzo è stato coinvolto nel corso degli anni. La copertina del libro “Uno scrigno pieno di sogni”, opera prima di Luca Bernardi. âUno scrigno pieno di sogniâ è un libro diviso in due parti. La prima è un insieme di pensieri, di riflessioni miste a sogni, che hanno come argomento conduttore le vicende di vita di Luca, dagli episodi dellâinfanzia, quando ancora poteva correre liberamente, fino ai momenti più brutti della sua pur breve esperienza di vita, passando per tutte le fasi intermedie che la malattia gli ha imposto. La seconda parte, invece, è un breve racconto misto di avventura, thriller e fantasia, scritto diversi anni prima. Trovo che il libro sia assolutamente da leggere. La scrittura del ragazzo è molto semplice e scorrevole, ma non per questo banale. Non è un libro impegnato, ma un insieme di piccoli episodi che si leggono in una giornata, ma che sei portato a rileggere più volte nel tempo, per la grande carica emotiva che si sprigiona dalle pagine del lavoro e per la grande capacità dello scrittore nel coinvolgere i propri lettori. E questa è la grande forza di âUno scrigno pieno di sogniâ. Una volta completata la lettura, non ti importa se qualche passaggio poteva venire meglio, non ti importa se qualche termine è dialettale. Ciò che ti importa e che ti colpisce è la capacià di Luca di portare le persone a riflettere su un mondo che troppo spesso vivono in modo distaccato. E lo fa con l’entusiasmo e la voglia di vivere tipica di un ragazzo di ventâanni, senza mai cadere in forme di vittimismo, ma trasmettendo piuttosto una impressionante forza dâanimo, un invito a non smettere mai di lottare. Un messaggio da immagazzinare come un alto ideale, quello trasmesso da un ragazzo che ‘con le gambe non può saltare e ballare, ma che con la sua anima ed il suo cuore corre a perdifiato’. Perché non dobbiamo mai dimenticare che la vita è una cosa meravigliosa, che merita sempre e comunque di essere vissuta. Grazie Luca, magari lo sapevamo già , ma sentircelo ricordare ancora una volta, può solo farci bene ed aiutarci a non dimenticarlo. Pubblicato in Libri | 26 Commenti » LIBERAZIONE agosto 18, 2010 di Stefano Alessandrini “La vacanza volgeva ormai al termine: Tornammo a Roma, Ale era già ripartita. Noi rientrammo a Paliano. Al portone, dopo i controlli, Valerio se ne andò per conto suo senza dirmi nulla. Ma appena ebbi occasione di incrociarlo nel carcere, mi disse chiaro, sia pure con molta sofferenza, che era finita. Io replicai con amarezza: âPensaci bene, perché questa volta è per sempre. Questa volta non câè ritorno. Ero preparata a quellâepilogo deludente, non ne fui stupita. E insieme al dolore che mi esplose dentro, provai un sentimento forte di liberazione. Se qualcosa finisce, pensai, è solo perché possa nascere il nuovo. Adesso potevo dedicarmi senza interferenze ad Alexandra, a me stessa, a ricomprendere i miei percorsi, le mie potenzialità , i miei desideri. Avevo una gran voglia di starmene sola”. Adriana Faranda a Silvana Mazzocchi in ‘Nellâanno della tigre’. Lâepisodio è il racconto della prima vacanza che la Faranda e Morucci fecero in condizione di semilibertà , in compagnia della figlia di lei. Trovo molto eloquente e pieno di riflessione il fatto che un amore sia stato forte, intenso, appassionato, clandestino, per tanti anni, gli anni della condivisione degli ideali e delle paure, della lotta e della fuga. Ma quando ad una situazione buia si riesce ad intravedere la luce ed emergono le prime difficoltà di rapporto, allora ci si chiede che rapporto fosse in realtà . E se una coppia non abituata ad amarsi nella clandestinità , abbia potuto vivere la loro stessa storia dâamore. Personalmente condivido il pensiero finale di Adriana. Non sempre un amore che finisce deve essere visto in negativo, perché può portare ad una aperura mentale per vedere nuovi orizzonti e nuovi soli. A volte star in solitudine ti porta a riflettere su ciò che sei, sei stato e ciò che vuoi dalla vita e che vuoi essere nella vita. In tanti hanno passato mesi dietro ad unâillusione, ad unâutopia, ritrovandosi poi con la parte più serena quando tutto è finito. Quando tutte le complicazioni sono finite. Pensano di non riuscire a vivere senza una Lei, ed invece trovano tanta forza dentro di loro per reagire…quella forza che non sapevano di possedere e che hanno ritrovato grazie a poche, fidate, persone che sono una presenza costante nella loro vita. Pubblicato in Riflessioni | 10 Commenti » UNA BELLA SOLITUDINE agosto 16, 2010 di Stefano Alessandrini “La solitudine va bene quando è scelta consapevolmente, un poâ meno quando ti piomba addosso dallâesterno, uno stato in cui ci si viene a trovare perché gli altri ti hanno abbandonato, o quando senti che con loro non sei più in grado di condividere niente. Eâ questa la cruciale differenza tra solitudine ed isolamento. Ed è una condizione nella quale ho imparato molto di me stessa e del mondo. Essere soli permette di aprirsi a degli sconosciuti, e scoprire così che il mondo può anche non essere quel posto ostile in cui occorre guardarsi da tutti quelli che nono si conoscono e non fanno parte della nostra ristretta cerchia di persone fidate”. Oltre un anno fa ci fu unâiniziativa del Corriere della Sera, che vendeva abbinati al giornale, dei libri per la collana denominata ‘Corti di carta’, brevi racconti di autori vari. Da “Unâaltra solitudine” della bravissima Simona Vinci è tratta la citazione con cui ho aperto il post, unâattenta analisi di una di quelle sensazioni che, spesso a torto, sono viste come una forma di tristezza, la solitudine. Credo che per capire bene il concetto, sia opportuno porsi la domanda su quando una persona è sola, che è diverso dal chiedersi quando si sente sola. Come in ogni aspetto di natura soggettiva, la risposta è diversa da persona a persona. Personalmente sono un uomo che non ha problemi di solitudine, anche se a volte si ritrova solo, ma per scelta. Nelle frenesia di una vita a mille, infatti, solo un pazzo non sentirebbe la necessità di fermarsi qualche momento, per pensare, per riflettere, per gioire, per piangere, per parlare, per guardare lâorizzonte, per cercare lâinfinito. Ho sempre avuto una vita sociale, ho fatto lavori che vivono sul rapporto interpersonale, ho conosciuto tanta gente, ho corso, ho sclerato e, proprio per non arrivare sulle soglie di un esaurimento da stress, sento a volte la necessità di staccare la spina, di dire basta, di stare solo con me stesso a ricaricare le pile. Non mi fanno fuori gli altri, parlo di solitudine e non isolamento, parlo di essere soli quando non si è vicini alla sorgente della propria vita. E molto spesso, ritornando da attimi vissuti da solo, paradossalmente, mi sento molto propenso a rapportarmi con gli altri, mi ritrovo vestito con un nuovo abito, di idee nuove, di apertura…come se le varie solitudini fossero state in grado di incontrarsi, di socializzare tra loro perché in fondo, come dice giustamente Simona in un altro passo del libro, la solitudine, contrariamente allâisolamento, può essere uno straordinario esercizio di libertà . Pubblicato in Riflessioni | 12 Commenti » WIKIPAOLA agosto 13, 2010 di Stefano Alessandrini Sono passati pochi giorni da quando parlai della 1000esima intervista di Paola Maugeri, di quel momento magico che si venne a creare tra lei e Bono Vox, leader degli U2, agli Hannover Quay Studios di Dublino. E lâoccasione per tornare a parlare della mia giornalista musicale preferita, mi viene data da un progetto innovativo che la vede protagonista e di cui ritengo opportuna la diffusione. Paola Maugeri, da alcuni anni ormai, lavora (tra lâaltro) presso Virgin Radio, il network ad indirizzo rock con sede a Milano. Tra i suoi programmi, giornalmente in onda, câè “Music History”, pillole di qualche minuto in cui Paola parla dei più grandi brani rock, della loro genesi, delle band e dei personaggi che hanno fatto la storia della musica. La trasmissione, seguitissima per il format e per la professionalità della conduttrice, viene passata più volte nellâarco della giornata. Ma “Music History” aveva bisogno di ampliare il canale distributivo, di un qualcosa che rendesse la trasmissione al passo con i tempi. Ed i tempi moderni, si sa, sono le televisioni satellitari ed il web. Partendo dalla solida base di un programma radionofonico di successo, grazie alla classe e allâaltissima professionalità di Paola, unitamente allâinfaticabile e preziosissimo lavoro del suo autore, nasce “Wikipaola”. “Wikipaola” è, infatti, la trasposizione video di “Music History”, che vede la sua distribuzione su Virgin Radio TV, nonché sul sito dellâemittente milanese. Detto così sembrerebbe che dâinnovativo ci sia ben poco, trattandosi di un percorso simile a molte attività multimediali. Lâinnovazione invece câè eccome! E sta nel modo in cui “Wikipaola” si presenta al pubblico. Sarebbe bastata una sedia, uno studio con una scenografia attenta ed il gioco era fatto. Qui invece si è voluto stupire, con lâobiettivo di dare una parvenza di spiegazione scolastica ad un pubblico di alunni. Una Maugeri esilarante e credibilissima, pur prendendosi ironicamente in giro nel ruolo della professoressa di musica con tanto di lavagna e cattedra. Per capire meglio di cosa tratta il progetto, vi invito a guardare il video in cui Paola spiega gli obiettivi della trasmissione alla collega ed intervistatrice, Giulia Salvi. E per vedere una puntata di “Wikipaola”, vi invito ad accedere al link in cui la Maugeri racconta un pezzo della storia del rock, con la puntata sui miei amatissimi Led Zeppelin. E con la carissima Paola lascio, a tutti voi che passate di qui, il più cordiale augurio di un buon week end e relativo buon Ferragosto. Pubblicato in Musica | 18 Commenti » SCELTE agosto 12, 2010 di Stefano Alessandrini La vita, molto spesso, ci mette di fronte a delle scelte da fare, a dei bivi con due strade da seguire per andare avanti. Sta poi a noi scegliere, sapendo che ogni decisione influenzerà la nostra vita futura. Ed allora cerchi di ragionare, di riflettere, di analizzare i pro ed i contro per far si che non dovrai pentirti della decisione che prenderai. Perchè in fondo ci è sempre stato consigliato di decidere tra il bene ed il male, tra ciò che è corretto e ciò che è errato. Oggi, dopo quasi mezzo secolo di presenza sulla scena della vita, poco per certi aspetti, ma sufficiente per ammettere che la scelta di una persona non è mai tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ma tra ciò che è giusto e ciò che è meglio. Pubblicato in Citazioni, Pensieri | 16 Commenti » Articoli precedenti » TRASLATE SURREALI EMOZIONI - ENGLISH VERSION Meta Registrati Collegati Voce RSS RSS dei commenti WordPress.com Blog Stats 106,212 hits mail: piratadeicaraibi@gmail.com BLOG FRIEND'S Alessandra Annalisa Fracasso Annamaria Platania Annamaria Tanzella Barbara Provenzi Concita De Gregorio Daria Bignardi Joan Severance Jouy Kay Rush (Inglese) Kay Rush (Italiano) L'Aura Magda Manu Manuela Stefani Marco Travaglio Maria Girardi Marilicia Odette Piadellamura Simona Vinci Susae Takai Teresa Paesano Tiger Woman Virginia Alba LETTURE QUOTIDIANE Annalisa Fracasso Annamaria Platania Bernie Marovt Berniemodels Concetta Spadaro Ibs Infinite storie Joan Severance Kay Rush Luca Bassanese Manuela Stefani Maria Rosa Campanale Onda Rock Rockstar Virgin Radio Virginia Alba You Tube MI TROVATE ANCHE aNobii Facebook Flickr Libero My Space Photobucket Splinder Commenti recenti Susae su LA VAMPIRAMagda su ACQUISTI (DIS)INTERESSATIcarla su ACQUISTI (DIS)INTERESSATIfioremanu70 su LA VAMPIRAStefano Alessandrini su ACQUISTI (DIS)INTERESSATIStefano Alessandrini su ACQUISTI (DIS)INTERESSATIStefano Alessandrini su ACQUISTI (DIS)INTERESSATIStefano Alessandrini su ACQUISTI (DIS)INTERESSATIStefano Alessandrini su ACQUISTI (DIS)INTERESSATIStefano Alessandrini su ACQUISTI (DIS)INTERESSATI STO LEGGENDO PENELOPE LIVELY: Un posto perfetto DISCO DELLA SETTIMANA SIMPLY RED: SONGS OF LOVE CALENDARIO settembre: 2010 L M M G V S D « ago 12345 6789101112 13141516171819 20212223242526 27282930 COMUNICAZIONE DI SERVIZIO Questo blog non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità . 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