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in evidence: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 avanti fine Lunedì 9 agosto 2010 1 09 /08 /2010 17:36 Piero Ricca: Berlusconi sul Duomo Berlusconi sul Duomo, la polizia caccia via i cittadini - 1 / 2 19 luglio 2010. La polizia impedisce ad alcuni cittadini, in particolare a Piero Ricca, di circolare liberamente in piazza Duomo, mentre tra le guglie Berlusconi riceve il premio "Grande Milano" come "statista di rara capacità ". La piazza è aperta ai passanti, ma chiusa agli oppositori del governo. Fino a mezzanotte un elevato numero di poliziotti in tenuta antisommossa impedisce ai soggetti non graditi di avvicinarsi al Duomo, con buona pace degli articoli 16 e 21 della Costituzione. [riprese: Nicola, Roberta, Giacomo, Dario, Francesco] [montaggio: Francesco] Di Ferdy - Pubblicato in : Stato Scrivi un commento 0 - Vedi il commento - Vedi i 0 commenti // - Segnala Lunedì 9 agosto 2010 1 09 /08 /2010 17:27 Politica: Futuro e Libertà (Fini) IL Presidente Fini ed il suo gruppo âFuturo e Libertà â di Fernando Cannizzaro 5 agosto 2010 Fini: âsono stato cacciato, ma non mi dimettoâ. Lâex di An annuncia la nascita di un nuovo gruppo parlamentare. E accusa:âIl Premier tratta il partito come una azienda, ha una concezione illiberale della democraziaâ âI finiani sosterranno il governo ogni qualvolta agirà davvero nel solco del programma elettorale, ma non esiteranno a contrastare scelte ritenute ingiuste e lesive dell'interesse generale Sono convinto che nonostante le tensioni nel PdL il governo mantiene la sua maggioranza e la capacità di condurre a termine la legislaturaâ DAL PDL: dimissioni per incompatibilità . âGli appelli di Fini erano in contrasto con le linee del PdL.â Fini non può più continuare a svolgere un ruolo di garanzia, qual è quello di presidente della Camera. A parlare è il ministro Bondi, che ribadisce l'incompatibilità fra carica istituzionale e ruolo politico di Gianfranco Fini. " (Bondi - trapiantato nel PDL dalle fila del P.C.I. â dovrebbe vergognarsi di fare simili commenti!) Questo è quanto dichiarato da Fini e quanto deliberato dal PDL dopo lâespulsione. Presidente Fini con lâastensione sul caso Caliendo ha un poâ deluso non solo Noi ma tutti gli Italiani che avevano riposto in Lei grandi speranze. Lasciamo stare Rutelli che per Noi non conta niente. Lasciamo stare Casini che dichiara di essere allâopposizione (Mah!) ma è stato sempre âa gambe aperteâ come dicono le malelingue. Ma Lei! Mon Dieu! Come fa ad astenersi sulla vicenda Caliendo? Votando la sfiducia, Berlusconi, sarebbe andato già a casa e lâItalia salva! Ora ha anche questo scrupolo! Mah! Proviamo a ragionare un poco a modo nostro. Noi ci chiediamo e credo anche molti Italiani si chiedono: ma questo Presidente Fini è veramente un Santo! Lo cacciano fuori. Gli sbattono la porta in faccia. Gli dicono che i suoi appelli contrastano con le linee del PDL. Gli vorrebbero togliere anche la poltrona di Presidente della Camera da sotto il sedere, e Lei che fa? Sostiene ancora la maggioranza per condurre a termine la legislatura. Presidente Lei merita unâ aureola. Eppure è stato cacciato via dal PDL partito cui Lei è stato cofondatore. E allora spieghi agli Italiani perché si è astenuto sulla vicenda Caliendo? Premettiamo a scanso di equivoci. Noi non abbiamo niente contro il V. Ministro Caliendo. Anzi, auguriamo allo stesso che possa uscire indenne dalle accuse formulate dai PM. Se ci riesce! Ma quando un V. Ministro è indagato â a Nostro avviso - dovrebbe avere lâobbligo morale e la sensibilità di dimettersi proprio per non ingenerare sospetti nelle persone che lo hanno eletto e attribuito la fiducia. Dal momento che questa sensibilità il V. Ministro non lâha avuta allora si è dovuto votare per sfiduciarlo. Fatta questa necessaria premessa, torniamo al Presidente Fini. Presidente Fini, il nuovo Gruppo da Lei costituito - Futuro e Libertà - ha raggiunto l'accordo con Udc, Api di Rutelli e Mpa di Lombardo, di astenersi. Una decisione che finanche lo stesso il premier, Silvio Berlusconi, bolla come una «scelta senza senso». Ed non ha tutti i torti! Presidente Fini, ci dispiace! Noi non condividiamo questa scelta criticata anche dal Cavaliere ma per motivi diversi. Lei, Presidente, ha avuto il coraggio di rompere col partito cui è stato cofondatore (PDL) ed ha dovuto creare un nuovo gruppo âFuturo e Libertà â perchè cacciato dal PDL da Berlusconi. Per poter validamente contrastare le spavalderie e le storture di questo Governo ha richiamato la destra ai valori dello Stato, della moralità , del rispetto delle leggi e della Magistratura che si erano smarriti e che il Cavaliere stava calpestato con una miriade di leggi ad personam per tutelare se stesso e la Casta. Tutto questo Le rende onore e merito. Questa astensione sul caso Caliendo, Presidente, non mi sembra sia stato un buon inizio. Per il resto Le auguro che possa essere meno âSantoâ e più con i piedi a âTerraâ se non vuole perdere la credibilità verso quellâelettorato che conta e che pone in Lei - ancora per poco -fiducia nel suo operato. Presidente Fini si liberi del Cavaliere (ora ha i numeri per farlo!) altrimenti il popolo Italiano non avrà nè Futuro e né Libertà . Infine, per quanto riguarda le accuse mosse dal Giornale di Vittorio Feltri in ordine ad una strana cessione dellâappartamento lasciato in eredità ad AN ed in atto utilizzato dal fratello della Sua compagna, Elisabetta Tulliani. Il suddetto appartamento è oggetto, in atto, anche di una inchiesta dei Magistrati di Roma. Secondo Noi, è necessario che Lei spieghi agli Italiani come stiano effettivamente le cose dal momento che si tratta di un appartamento valutato tre milioni di euro in cui abita il fratello della Sua compagna. âIl Giornaleâ di oggi, 5 agosto 2010, sulla casa di Montecarlo le chiede di rispondere ad un solo quesito:âChi câè dietro la Società off-shore, creata appositamente 40 giorni prima, che lâ11 luglio 2008 acquistò da An per 300 mila euro lâappartamento a Montecitorio?â Non basta solo querelare â Liberoâ ed âIl Giornaleâ occorre anche â a nostro sommesso avviso â fare immediata chiarezza e dimostrare, per tabulas, che, su questa triste vicenda, non vi siano coinvolgimenti personali. Ciò per fugare ogni dubbio sulla Sua onestà di persona e di politico e non perdere di âcredibilità â nei confronti dei suoi sostenitori. Le auguriamo di uscire indenne da questa chiacchierata vicenda. Di Ferdy - Pubblicato in : Stato Scrivi un commento 0 - Vedi il commento - Vedi i 0 commenti // - Segnala Lunedì 9 agosto 2010 1 09 /08 /2010 17:20 Politica: La giustificazione di Fini sul pasticcio Montecarlo Fini si giustifica Powered by Admin 8 agosto 2010 Non câè solo la vicenda di MonteCarlo le cui giustificazioni fanno un poâ sorridere. Come mai infatti la casa di Montecarlo è passata dal patrimonio di An in affitto a suo cognato. Certamente su questo Fini non può dire âSono rimasto stupitoâ. Non imiti, Presidente Fini, il Ministro Scajola, il quale, ancora è alla ricerca di chi si è permesso di comprargli una casa a sua insaputa. Ci poi sono anche i contratti milionari con Rai Uno e Rai Due. Il Giornale ha scritto che la âsuoceraâ di Fini, che non si è mai occupata di tv, ha prodotto una trasmissione per la Rai pagata oltre un milione di euro. E a questo punto le domande le faccio io (sempre dal Giornale): è normale che la Rai, con dodicimila dipendenti, debba appaltare una trasmissione che aveva sempre prodotto da sola? Nessuno da quelle parti ritiene doveroso dare una spiegazione? â Mauro Mazza finiano doc, afferma che: «Non ne sapevo nulla della âsuoceraâ di Fini. Conosco Roberto Quintini (riconducibile allâATMedia, ndr) da 23 anni e mi fido di lui. Non ho approfondito la composizione societaria, quando è venuto a parlarmi». La «rete familiare» di Elisabetta Tulliani rischia di procurare non pochi fastidi al Presidente Fini, come promettono minacciosamente i falchi berlusconiani. Insomma, come giustamente afferma Luca Telese in un articolo sul Fatto Quotidiano, la âcognatite â sta diventando un costo sociale per gli Italiani. Noi che non siamo forcaioli e giustizialisti auguriamo al Presidente Fini che possa uscire indenne da queste vicende giudiziarie e di cognatite. Di Ferdy - Pubblicato in : Stato Scrivi un commento 0 - Vedi il commento - Vedi i 0 commenti // - Segnala Lunedì 9 agosto 2010 1 09 /08 /2010 17:15 Politica: L'Italia dove và ? Cosa sta succedendo in Italia? di Fernando Cannizzaro 9 agosto 2010 Vediamo di fare il punto sulla attuale situazione politica determinatasi alla luce degli ultimi scontri tra i Finiani e Berlusconiani. I temi oggetto della attuale disputa riguardano molti aspetti ed argomenti di indubbio interesse sociale. I Finiani sostengono da tempo discussioni e tentativi di colloqui nellâambito del PDL sull'immigrazione, sulla laicità , sulla bioetica, sui diritti civili, sul rapporto tra le istituzioni ed i poteri dello Stato,sulla giustizia, ecc. Tutte queste discussioni e polemiche - spesso non tenute nella dovuta considerazione dai quadri dirigenti del PDL - in realtà secondo i Finiani - rivestono una notevole importanza e tendono ancora oggi, a definire una visione della politica, più aderente alla fase storica attuale e alle sfide con le quali l'Italia sempre più è chiamata a misurarsi. Questo dibattito interno voluto dalla componente Finiana è stato visto molto male dal Cavaliere e dalla Casta per due ordini di motivi: Innanzi tutto è stato interpretato come un atto di lesa maestà nei confronti del Cavaliere (abituato a non essere contraddetto) che avrebbe comportato, come conseguente corollario, da un lato, una negazione polemica e strumentale dellâattuale Berlusconismo, dallâaltro lato, una sorta di distinzione â altamente negativa â tra destra civile e democratica, rappresentata da Fini, ed una destra barbara e tirannica, rappresentata dal Cavaliere. Da qui lâincompatibilità politica tra la minoranza di Fini e la maggioranza del PDL. Da qui il dichiarato tradimento di Fini e la cacciata dal PDL con la motivazione che la politica di Fini non fosse più in linea con i principi del PDL. (Una vera stronzata! Si direbbe unâepurazione!) Aldilà dello scontro personale il vero scontro è quello ideologico rappresentato â a Nostro avviso â dalle idee innovative di Fini protese verso una nuova destra moderata ed aderente alla realtà storica attuale e lâantipolitica berlusconiana destinata sin da ora a fallire. La storia â maestra di vita â giudicherà i nuovi avvenimenti ed i nuovi scenari politici che verranno a determinarsi da questo scontro. Molti mi chiedono di fare qualche previsione a breve ed a lunga scadenza. Dovrei avere la cd âpalla di vetroâ per leggere con esattezza cosa succederà in futuro. Per non scontentare, però, i lettori abbozzerò qualche previsione. Qualche giorno addietro, 8 agosto 2010, il Corriere ha intervistato il Ministro Frattini sui quattro punti non modificabili, cioè, non emendabili, sui quali Berlusconi chiederà la fiducia. Questi quattro punti non modificabili sarebbero: giustizia, fisco, federalismo e Sud. Ora, qualcuno, per favore, mi spieghi: se non sono modificabili (emendabili) che caâ¦li proponete a fare ???? Quasi che in Italiano âmodificareâ è sinonimo di âaderireâ. Mi sembra di vivere in un altro Pianeta! Andiamo avanti lo stesso. Ormai non ci meravigliamo di niente! Sul processo breve, dice Frattini: â⦠quelle norme sono state approvate in prima lettura senza problemi. à un provvedimento che fa fronte alle lungaggini del processo e che mette al riparo l'Italia dalle accuse e dalle condanne alla Corte di Strasburgo. I finiani, allora componenti del Pdl, lo votarono. Vediamo il lodo Alfano costituzionale. à la conseguenza logica di una sentenza della Corte che ha detto: "con la legge ordinaria non lo potete fare, lo dovete fare con legge costituzionale". Stiamo ragionando su come procedere rispettando i principi della Corte. Un cambiamento che gli stessi finiani hanno condiviso». Ecco! Su questo punto vorremmo ricordare al Ministro Frattini che il Lodo Alfano non è stato censurato solo perché si è proceduto con legge ordinaria, ma, ci sono state altre censure, tra cui, la più eclatante il contrasto con lâart. 3 della Costituzione. Questo va ricordato! Per amor del vero. Ancora: motivo di discordia tra i Finiani e Berlusconi è la legge sulle intercettazioni che andrebbe rivista, anche se, i Finiani con la Bongiorno lâavevano in parte emendata. Ma ci sono ancora dei punti che andrebbero ritoccati a nostro avviso. Alla domanda: Come valuta la nuova convergenza che si è realizzata sulla mozione contro il sottosegretario Caliendo? Frattini risponde: «Quel voto mostra un arretramento su un principio fondamentale che è la presunzione di innocenza. Noi non avremmo mai immaginato di vedere membri eletti con il Pdl, in nome di principi di libertà , di giustizia, di rispetto di diritti delle persone, invocare un principio in cui il semplice avviso di garanzia giustifica l'abbandono di un incarico ministeriale. Questo va oltre la presunzione di innocenza, c'è stato certamente un arretramento. Ci sarà arretramento rispetto al resto? Io mi auguro di no. Ma se ci dovesse essere, noi la grande ammucchiata non la possiamo accettare, dovremmo chiedere con lealtà ai cittadini di ripronunciarsi. L'unica alternativa sarebbero quindi le elezioni anticipate». A parte Fini, Noi su questo punto abbiamo un parere leggermente diverso da quello del Ministro Frattini e del PDL proprio a tutela della presunzione di innocenza. Quando un membro del Parlamento (Ministro o Vice Ministro che sia) è indagato â a Nostro avviso - dovrebbe avere lâobbligo morale e la sensibilità di dimettersi proprio per non ingenerare sospetti nelle persone che lo hanno eletto e attribuito la fiducia, come avviene nelle migliori democrazie Europee che si rispettino. (Il discorso alla camera di Franceschini docet!) Comunque già da queste avvisaglie emerge chiaramente una situazione abbastanza difficile da ricucire salvo ripensamenti dellâultimo momento dei Finiani, come in qualche occasione è avvenuto. (vedi dichiarazioni di Adolfo Urso e Italo Bocchino. Più di circostanza che di altro! Per amor del vero!), si dovrebbe andare alle urne il più presto possibile. Ma su questo punto occorre riflettere da parte di tutti gli schieramenti politici. Eâ perfettamente inutile che il Cavaliere e la Lega mostrino i âmuscoliâ cercando di convincere solo gli allocchi che un ritorno alle urne non li penalizzerebbe. Li penalizzerebbe Eccome! E perché? Perché â come abbiamo già evidenziato sopra â il Berlusconismo è in fase molto, molto calante. Il Cavaliere lo sa, e cerca alleanze. Vedi cena con Casini, elezione di Vietta al CSM, visite a vecchi amici come Cesare Previti, (Ghedini è pronto per il de profundis!) ecc.. Sedici anni di Berlusconismo in Italia hanno convinto anche le âcapreâ che così non si può più andare avanti. Berlusconi non ha risolto non solo il problema degli Italiani ma neanche i suoi problemi, nonostante ci abbia tentato più volte con leggi ad personam. Financhè la sua ex moglie, Veronica Lario, lo ha abbandonato. Quanto prima anche i suoi più stretti collaboratori lo saluteranno. Questa è la penosa fine dei âducettiâ. Più volte Noi da queste pagine avevamo scritto di non tirare lâelastico più del necessario. Il potere bisogna saperlo gestire, non bisogna strafare, altrimenti sfugge di mano e può creare esaltazioni personali che si estrinsecano in forme di piccola tirannia (Super Io) a cui la persona crede che tutto Le sia dovuto per diritto divino. Ignorare la realtà e non ascoltare le persone che li circondano sol che siano in disaccordo con il loro modo di pensare, comporta, prima o poi, rotture insanabili anche con i loro stessi compagni di cordata. Eâ stato proprio questo che ha fregato il Cavaliere. Questo è il limite! Ma, a parte queste considerazioni, occorre rilevare che esiste in Italia unâarea moderata, ravvisabile in parte, nella percentuale degli astensionisti delle scorse elezioni regionali 2010 che si aggira sullâordine del 35,8% Non è poco! Sono stati proprio âgli astensionistiâ i veri vincitori delle elezioni regionali 2010. Convogliare questa marea di voti âmoderatiâ in unâarea politica significa vincere senza alcun dubbio le elezioni. Alle luce di queste considerazioni vediamo cose bolle in pentola nellâattuale quadro politico: PD (Partito Democratico): Dividiamolo in tre grossi blocchi: Da un lato Pier Luigi Bersani, attuale segretario del PD, sostenuto da Massimo DâAlema; Da un altro lato Walter Veltroni e Dario Franceschini; Da un altro lato ancora Antonio Di Pietro e Niki Vendola. Bersani vorrebbe fare un grande Centro con Rutelliani, Casiniani e forse anche il Fli di Fini (?). Sullo stesso binario troviamo Enrico Letta e Follini. Insomma una nuova Stella polare di area Dalemiana- Bersaniana. Alla faccia di Di Pietro e Niki Vendola. Questa Stella polare dovrebbe essere guidata da Luca Cordero di Montezemolo. Con tutto rispetto questa di Montezemolo è una gran âminchiataâ Un industriale al vertice dei lavoratori. Quando potrebbe resistere? Poco e niente. Fino ad oggi Montezemolo dovâera? Che contributo ha dato alla politica ed allâeconomia? Assolutamente NESSUNO. Allora non andate a scoperchiare cripte. Veniamo a Veltroni. Che fa Veltroni? Veltroni vorrebbe costituire un "correntone" di minoranza appoggiato da Paolo Gentiloni a Beppe Fioroni; da Arturo Parisi a Rosy Bindi e Dario Franceschini col grosso punto interrogativo di Vendola. Insomma non sa neanche Lui cosa effettivamente voglia. Passiamo ad Antonio Di Pietro. Come si sta muovendo? Di Pietro e compagni Scrivono missive a Bersani del tipo: âRicostruiamo, insieme, una coalizione innovatrice e capace di vincere le sfide del cambiamento. Mostriamoci compatti davanti al Paese, rimbocchiamoci le maniche consapevoli che, più forti e uniti noi saremo, più rapido sarà il declino di questa maggioranza.Soluzioni parlamentari che consentano, prima di tornare al voto, di approvare una nuova legge elettorale meno indecente le valuteremo insieme se e quando saranno possibili. Ma oggi è il tempo di edificare la casa comune non di apparire al Paese intenti a perseguire trame di palazzo. Bersani, per ora, fa finta di non sentire. Beh! Grosso modo questa è la situazione in casa PD. Ovviamente tutti vorrebbero andare alle elezioni con una nuova legge elettorale e con Tv disponibili per farsi la campagna. Per far questo propongono un governo provvisorio di larghe intese non guidato da Berlusconi. Queste, a Nostro avviso, sono solo utopie, che frullano nella mente dei Ns politici che sognano il Paradiso prima della penitenza. Come si vede il quadro politico non è molto roseo per nessuno dei contendenti (maggioranza e opposizione) Andare alle urne credo che sia un salto nel buio per tutti (maggioranza ed opposizione). Governi di larghe intese a nostro avviso non sono possibili. Cosa Fare? Se dovesse cadere il Governo la parola andrebbe a Napolitano. Non mi chiedete di predire cosa dirà Napolitano. Non lo voglio fare perché a me questo Presidente non è mai piaciuto. Tutto può accadere. Anche lâimpossibile. Per ora aspettiamo lâAutunno. In Politica, in genere, le pause portano consiglio. Vedremo che aperture ci saranno. Se ce ne saranno. Vediamo come si comporteranno i Finiani anche alla luce degli ultimi avvenimenti di Montecarlo e le giustificazioni di Fini che fanno un poâ sorridere. Da oggi 9 agosto 2010, il Giornale di Vittorio Feltri, lancia una raccolta di firme per sollecitare le dimissioni di Fini da Presidente della Camera, le prime adesioni sono di: Daniela Santanchè, Giorgio Stracquadanio e Francesco Storace. Insomma! Tutti amici di Fini! Una bella gatta da pelare. Ora andiamo anche Noi in Ferie. Buone vacanze a tutti. Di Ferdy - Pubblicato in : Stato Scrivi un commento 0 - Vedi il commento - Vedi i 0 commenti // - Segnala Sabato 5 giugno 2010 6 05 /06 /2010 18:22 Nucleare: pericolosità delle scorie.- Mandiamo in onda un interessante servizio di âEXIT Filesâ trasmesso su LA7 (in data 4 giugno 2010) sulla pericolosità delle scorie nucleari e sul business collegato alla gestione delle stesse. Nonostante il documentato pericolo di malattie cancerogene che avvengono nei luoghi (mare compreso!) a contatto con le scorie, lâ attuale Governo di Berlusconi ha già firmato 11 accordi, tra Italia e Francia per le Centrali nucleari dâaccordo con Sarkozy , fottendosene altamente dei venti milioni di italiani che nel 1987 hanno votato un Referendum contro il nucleare. A nome di chi ha preso queste decisioni? Italiani ! Per il bene Nostro e dei Nostri figli alle prossime elezioni â se ancora esisterà un Paese che si chiama Italia â MANDIAMOLI A CASA. Chi si vuole documentare nella materia proponiamo i seguenti articoli Scorie nucleari Fonte:www.ecoage.it Qualsiasi centrale nucleare produce "scorie radioattive". Una parte di questa è normalmente dispersa nell'ambiente. Ad esempio i reflui del raffreddamento sono scaricati direttamente nelle acque dei fiumi (da cui viene prelevata anche l'acqua) poichè considerati non pericolosi. Diversamente avviene per tutti i materiali che, trovandosi nel reattore o nei pressi, sono soggetti ad una continua emissione di radiazioni. Dal semplice bullone alla componenti mettaliche più grandi (pareti, contenitori ecc.). Al termine del ciclo produttivo della centrale nucleare, questi oggetti diventano rifiuti "speciali" da trattare con molta attenzione in quanto radioattivi e quindi pericolosi. Sono definiti per semplicità "scorie nucleari". Le scorie nucleari si distinguono in base al grado di radioattività (ovvero alla loro pericolosità ): Alta attività (scorie di 3° grado): l'alto grado di radioattività presente in queste scorie può richiedere anche 100.000 anni per decadere. Sono in particolare le ceneri prodotte dalla combustione dell'uranio. In tutto il mondo, per il momento, è stato identificato solo un sito "sicuro" per ospitare in profondità le scorie (deposito geologico) per migliaia di anni. Si trova nel New Mexico (Usa). Gli Usa hanno investito oltre 2,2 miliardi di dollari nello studio della sicurezza dei depositi geologico, ma nonostante questo ancora nulla può essere affermato con certezza. Il solo deposito nel New Mexico si trova in una zona desertica ed ha richiesto 25 anni di studio. Media attività (scorie di 2° grado) Bassa attività (scorie di 1° grado) In Europa le scorie sono generalmente depositate nei pressi delle quattro centrali nucleari (disattivate col referendum del 1987) o in centri di stoccaggio di superficie (ovvero non di profondità come quelli geologici, costruiti centinaia di metri sotto terra). I principali centri di stoccaggio europei (tutti non geologici) sono: Le Hague (Francia) Sellafield (Gran Bretagna) Oskarshamn (Svezia) Olkiluoto (Finlandia) Tutti i centri di stoccaggio europei hanno natura "temporanea" per rispondere al criterio di reversibilità . Non conoscendo con precisione le conseguenze dello stoccaggio di scorie radioattive nel tempo, si rende possibile un loro trasferimento in altri luoghi. Nel caso dei siti geologici questo non sarebbe più possibile, i materiali ospitati sottoterra dovranno restarci definitivamente. In alcuni casi, ad esempio in Francia, le scorie nucleari sono ritrattate all'interno delle centrali nucleari per produrre nuovo combustibile rigenerato (cd Mox) da riutilizzare nel reattore. I depositi geologici e la posizione dell'Unione Europea Per il futuro, la UE auspica la costruzione e lo studio di depositi geologici per trovare una soluzione definitiva alle scorie europee. La UE, dopo i fatti di Scanzano, sottolinea anche che tale esigenza non si estende ai paesi privi di piano energetico nucleare (come l'Italia), i quali non hanno l'obbligo di costruire un deposito geologico e possono attendere "soluzioni europee". La UE auspica quindi la costruzione dei depositi geologici nei paesi dove siano presenti ed attive molte centrali nucleari. Ad esempio in Francia (dove il 76% dell'energia elettrica è di origine nucleare). Quante sono le scorie radioattive in Italia. L'Italia non conta grandi quantità di scorie nucleari, il referendum del 1987 ha definitivamente bloccato la produzione di energia dal nucleare. Oggi quindi, le scorie ad alta pericolosità sono circa 8.000 mq. Una minima quantità che lascia aperta la porta alla soluzione europea (consigliata dalla stessa UE). Ecco cosa dice Berlusconi sul nucleare (fonte: il Corriere.it) «PRESTO LE CENTRALI» - «Dobbiamo svegliarci dal nostro sonno, adeguarci, perché il futuro è nell'energia rinnovabile e nel nucleare - ha detto Berlusconi in conferenza stampa -. Collaboreremo alla realizzazione di altre centrali nucleari in Francia e in altri Paesi e affronteremo la costruzioni di centrali nucleari in Italia, con al nostro fianco la Francia che ci ha messo a disposizione il suo know-how, ciò che ci consentirà di risparmiare diversi anni e iniziare la costruzione delle centrali in un tempo assolutamente contenuto». Il premier ha attaccato la sinistra: «Eravamo protagonisti del nucleare negli anni '70, poi per il fanatismo ideologico di una parte politica abbiamo interrotto la costruzione di due centrali che erano vicine ad essere completate. Ora la Francia con grande generosità apre a noi e ricordiamo che loro hanno la possibilità di produrre l'80% del loro fabbisogno con il nucleare, un'energia pulita in un sistema di sicurezza che consente ai francesi di pagare l'energia che consumano la metà di quanto pagano gli italiani». Soddisfatto anche il presidente francese: «Vogliamo sviluppare l'energia pulita insieme agli italiani. Vogliamo lavorare, e così deve fare l'Europa, per rispettare i propri impegni e sviluppare il nucleare e le energie rinnovabili. Per il 2020 bisognerà sviluppare centrali in maniera massiccia e nessuno deve porre veti». Italia e Francia unite sul nucleare. Il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno firmato a Roma l'accordo che vedrà Italia e Francia più vicine nella produzione di energia dall'atomo. L'intesa - raggiunta a Villa Madama al termine del vertice italo-francese - getta le basi per un'ampia collaborazione in tutti settori della filiera, ricerca, produzione e stoccaggio ed è accompagnato da due «memorandum of understanding» tra i due gruppi elettrici Enel ed Edf. Prevista la realizzazione di almeno quattro centrali di terza generazione nel territorio italiano. L'accordo, secondo il premier che si dice molto soddisfatto per aver raggiunto un risultato concreto, «comporta una politica nucleare condivisa, paritetica e di lungo periodo». l referendum abrogativo sul "nucleare" del 8-9 novembre 1987 http://www.zonanucleare.com/ L' 8-9 novembre 1987 si votò in Italia per cinque quesiti referendari: due sulla giustizia e tre sul nucleare. Qui si tratteranno solo i tre referendum relativi al nucleare. Ci sono alcuni motivi da tenere presente nel considerare l' istituto del referendum, che in occasione del cosiddetto "referendum sul nucleare" (o "referendum antinucleare") non è stato e non poteva essere "nucleare si, nucleare no". [1] Il primo motivo è che le uniche risposte possibili alle domande di un referendum sono âsiâ e ânoâ; non è possibile dare alternative, cioè fare una scelta diversa. Per esempio, se il referendum mi chiedesse se sono dâaccordo ad eliminare (mettiamo) la camera dei deputati, io non potrei rispondere che non voglio la totale eliminazione, ma, supponiamo, semplicemente la riduzione del numero di deputati da 630 a 600; dovrei giocoforza scegliere tra la conservazione dello situazione attuale o la sua abolizione. Il secondo motivo è che il referendum è puramente abrogativo (vedi articolo 75 della Costituzione della Repubblica Italiana): cioè, può essere utilizzato soltanto per abolire una legge esistente, e non per proporre una legge nuova. La proposta di una nuova legge di iniziativa popolare può essere presentata se sottoscritta da almeno cinquantamila elettori (art. 71 e 72 della Costituzione), ma dovrà poi comunque seguire lâiter di qualunque altra proposta di legge, cioè essere esaminata da una commissione e poi dalle due camere ed approvata articolo per articolo. Il terzo motivo è che il referendum permette non solo lâabrogazione totale, ma anche quella parziale di una legge; ciò significa che di una legge composta di cento articoli è possibile abolirne magari uno solo, il che può rendere unâintera legge praticamente inapplicabile a causa di un solo articolo annullato. [2] Come detto, contemporaneamente si votò per tre referendum relativi al nucleare. Le tre domande che furono rivolte ai cittadini elettori italiani furono le seguenti (se ne riporta il senso, più che il contenuto esatto): Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la determinazione delle aree suscettibili di insediamento", previste dal 13° comma dell'articolo unico legge 10/1/1983 n.8) Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "l'erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi", previsti dai commi 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12 della citata legge) Volete che venga abrogata la norma che consente allâENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero? (questa norma è contenuta in una legge molto più vecchia, e precisamente la N.856 del 1973, che modificava lâarticolo 1 della legge istitutiva dellâENEL). [3] Dunque, all' atto pratico, con le tre domande si domandava di cancellare alcune disposizioni di legge concepite per rendere più facili e rapidi gli insediamenti energetici: la prima era stata creata per evitare che il sindaco di un piccolo paese di duemila abitanti dove era previsto lâinsediamento di una centrale nucleare potesse opporsi ad oltranza, mentre la seconda era la cosiddetta âmonetizzazione del rischioâ per i comuni che ospitavano impianti di produzione di energia (non necessariamente nucleari, ma anche a carbone). [4] Qui sotto sono riportati i risultati dei tre "referendum sul nucleare": in tutti e tre i casi vinse il SI all'abrogazione. 1- Referendum per l' abolizione della procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari Elettori 45.869.897 Votanti 29.862.376 % Votanti 65,1 Astenuti 16.007.521 % sugli Elettori 34,9 Voti Validi RISPOSTA AFFERMATIVA 20.984.110 % 80,6 RISPOSTA NEGATIVA 5.059.819 % 19,4 Totale 26.043.929 Voti non Validi Totale 3.818.447 % sui Votanti 12,8 Schede Bianche 2.536.648 % sui Votanti 8,5 2 - Referendum per l' abolizione dei contributi a regioni e comuni sedi di impianti elettronucleari Elettori 45.870.230 Votanti 29.871.570 % Votanti 65,1 Astenuti 15.998.660 % sugli Elettori 34,9 Voti Validi RISPOSTA AFFERMATIVA 20.618.624 % 79,7 RISPOSTA NEGATIVA 5.247.887 % 20,3 Totale 25.866.511 Voti non Validi Totale 4.005.059 % sui Votanti 13,4 Schede Bianche 2.654.572 % sui Votanti 8,9 3 - Referendum per l' abolizione della partecipazione dell' Enel alla realizzazione di impianti elettronucleari all'estero Elettori 45.849.287 Votanti 29.855.604 % Votanti 65,1 Astenuti 15.993.683 % sugli Elettori 34,5 Voti Validi RISPOSTA AFFERMATIVA 18.795.852 % 71,9 RISPOSTA NEGATIVA 7.361.666 % 28,1 |